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Vacanze? Al mare cristallino di Lilibeo

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spiaggia MarsalaFerragosto bussa alle porte. Chi può si affretta a preparare le valige e fugge per qualche giorno. Mete esotiche? Forse. Alcuni scelgono la montagna o le città d’arte e molti altri ancora, il mare nostrum. E' o no il Paese del sole, del mare e dell’amore, come recitava qualche estate fa la canzone tormentone di Alicia? Allora non c’è che l’imbarazzo della scelta.
Noi siamo attratti dal mare del profondo sud, dalla terra del Gattopardo e dalle cantine di Donnafugata, per questo approdiamo nella storica Lilibeo “città che guarda alle coste africane”, com'era chiamata Marsa Allah, cioè l’attuale Marsala, posta sull’estremo lembo occidentale della Sicilia. “Questa posizione – ci dicono - è stato il fattore dominante della sua storia antica e recente; di città crocevia tra le più grandi correnti di pensiero e di civiltà nelle varie epoche storiche”.

La ridente città marinara si fa ammirare in tutta la sua semplicità e bellezza e mentre giriamo curiosi tra le vie e i vicoli del centro, guardando intorno e osservando non solo i palazzi, monumenti e chiese con cupole rivestite da maioliche, ma tutto l’insieme, scopriamo cortili, chiostri, portici che si aprono su vecchie costruzioni di tipo mediterraneo. Qui si è svolta l’epopea garibaldina, lo sbarco di Garibaldi con i leggendari “Mille” che sono ricordati nel museo civico, dove si può ammirare anche una sezione antropologica dei Pupi siciliani di “Achille Taormina”.

Percorrendo il lungomare di Capo Boeo arriviamo al “Baglio Anselmi” dove si trova, fuori le antiche mura, il Museo Archeologico. Al suo interno vediamo adagiato al centro del salone il relitto parzialmente ricostruito della nave punica (metà III sec.a.C.), la statua marmorea di Venere Callipige del II sec.d.C. oltre a numerosi reperti rinvenuti sul territorio.

Proseguiamo il nostro giro nel centro della città, tra gerani fioriti, invitanti gelaterie ricche di prelibatezze e colori, sino ad arrivare al Museo degli Arazzi, attiguo alla Chiesa Madre, dove sono custoditi otto preziosi arazzi fiamminghi del tardo cinquecento, restaurati a Firenze negli anni ’60.
La guida che ci accompagna, ci spiega: “La storia che è raccontata per immagini può essere paragonata a quella dei capitoli di un racconto unitario che ha per epilogo la vittoria militare e la celebrazione di riti propiziatori e di ringraziamento da parte del vincitore”.
I bellissimi arazzi . racconta ancora la guida - sono tessuti in filo di lana e seta (dal colore rosso, verde, giallo e blu) a ordito verticale di lana su una tramatura di lana e seta, ognuno di essi reca sul bordo inferiore la sigla B.B., riferibile alla città di Bruxelles e alla regione Brabant. Tutti gli arazzi sono bordati da una cornice decorata con frutti, motivi floreali, figure mitologiche e antropomorfe, di grande effetto ornamentale.

Fuori dal museo vediamo il mare azzurro che fa capolino tra i palazzi e ci invita sui bassi litorali sabbiosi che si estendono a sud-est, per un meritato riposo. Il sole e il caldo estivo ci fanno annullare la visita programmata alla Cantina Florio, dove è nato il famoso vino liquoroso Marsala. Rinviamo tutto a più tardi quando, stanchi e affamati, ci fermeremo in un ristorantino per gustare i cibi locali: pasta con le aragoste, arancine, cannoli, cassata alla siciliana, tutti annaffiati dal buon vino siciliano.
Questa sì che è vacanza!

museo Marsala

Foto di Maria Antonietta Germano

 

 

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