Un traffico di riciclaggio di mezzi pesanti è stato scoperto giovedì scorso dai carabinieri di Pescia Romana. A finire in manette con l’accusa di riciclaggio (un vero e proprio processo di “legittimazione” che tende a separare il bene dalla sua provenienza illecita) una giovane coppia, un 33enne siciliano di origini tunisine e una 21enne piemontese. I due, a bordo di una motrice di un camion, sono stati fermati dagli uomini del maresciallo Sergio Ferraro a Pescia Romana, nei pressi della stazione carabinieri. Il mezzo era posizionato stranamente in sosta e i due, alla vista dei carabinieri, sono fuggiti a piedi per i campi agricoli. Rintracciati e bloccati pochi minuti dopo anche con l’ausilio di una pattuglia del radiomobile di Tuscania. Dagli accertamenti eseguiti, l’etichetta di revisione apposta sul cronotachigrafo, recava una targa differente da quella effettivamente posizionata sul veicolo. Il furgone, infatti, è risultato rubato e dalle successive indagini, i carabinieri hanno scoperto un giro d’affari su un riciclaggio di mezzi pesanti per diverse centinaia di migliaia di euro. La motrice era stata rubata la scorsa estate da una ditta di autotrasporti di Latina e, era stata modificata apponendo targhe e stemmi identici di un autocarro appartenente ad una ditta di Torino. I due sono stati trasferiti alla Compagnia di Tuscania per il foto segnalamento e poi portati al complesso carcerario Aurelia a Civitavecchia. Le indagini sono tutt’ora in corso e non si escludono ulteriori sviluppi nei prossimi giorni.

















