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Lega Federalista: “Cancellare le Province è follia”

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Lega Federalista

Pronti a opporci insieme a Lega Nord a una scelta antidemocratica. “Difendiamo la Provincia di Viterbo insieme a quelle di tutta Italia”, questa la posizione ferma di Lega Federalista. “Le Province sono fondamentali per la democrazia territoriale e il governo intende eliminarle con un decreto legge antidemocratico. Non possiamo accettarlo".
Il partito coordinato da Umberto Fusco - che trova forza all’interno del consiglio comunale di Viterbo in Alfiero Spadoni e Maurizio Pinna – ha deciso di pronunciarsi a difesa delle Province a poche ore dai consigli provinciali straordinari svolti in tutta Italia su iniziativa dell’Upi (Unione Province Italiane). “E’ insensato pensare di abolire le Province – così Lega Federalista - quando tutte le organizzazioni, le associazioni, le Prefetture e tutte le altre istituzioni d’Italia sono organizzate su base provinciale. Facciamo fatica a capire il senso dell'eliminazione di questa istituzione. I risultati che si andrebbero a produrre non possono che essere dannosi per i territori.  Il rischio vero è che sull'abolizione delle Province si faccia tanta demagogia senza voler risolvere in maniera concreta il problema. La cosa preoccupante è che si smantella con estrema leggerezza un organo democraticamente eletto dai cittadini. Una scelta inopportuna, alla quale come forza politica intendiamo opporci con ogni mezzo consentito, anche alla luce dei numeri risicati del presunto risparmio. Il Governo vorrebbe trasformare le Province in un generico Ente di coordinamento, sostanzialmente privo di competenze, che sarebbero assegnate alle Regioni e ai Comuni. Non è così che si riducono i costi della pubblica amministrazione. Riteniamo che un Paese di 60 milioni di abitanti debba avere livelli di amministrazione pubblica adeguati alle dimensioni numeriche e territoriali. Quindi i Comuni e poi livelli superiori che possano gestire servizi che i comuni non possono garantire. A esempio le strade di collegamento provinciale e le scuole. Si potrebbe pensare a delle razionalizzazioni ma togliere di mezzo le 107 Province italiane è inaccettabile”.

 

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