Gentile Direttore,
vorrei esprimere alcune brevi osservazioni sulla prima serata del Festival di Sanremo, andata in onda ieri sera su Rai 1(come sempre d’altronde).
Dopo anni di sana astensione, incuriosita dalla super annunziata e contestata partecipazione di Celentano (è sempre un evento!), ho scelto di vedere il festival (stasera farò altro!).
La prima reazione è stata di grande fastidio per la assoluta degenerazione del linguaggio: la prima mezzora di satira (?) basata soprattutto su parolacce e doppi sensi, come se la comicità o la satira, sempre che di satira si tratti, si debba ridurre a trivialità da caserma. Ancora, nel corso della serata tra Rocco Papaleo e Pupo sono intercorsi varie espressioni non edificanti. Certamente non rimpiango gli anni della ridicola censura linguistica della Rai, quando non si poteva neppure dire “un membro del parlamento”, ma arrivare a questi livelli è proprio un brutto segno, la “lezione “ della nostra classe politica ha lasciato un’eredità, dalla quale non sarà facile liberarsi.
La seconda osservazione è sullo show – predica di Adriano Celentano. Ho sessantadue anni e sono cresciuta con le canzoni di Celentano, conservo ancora tutti i suoi 45 giri che hanno segnato la mia adolescenza e la mia giovinezza, ma quando “predica” proprio non è sopportabile: un populismo di stampo cattolico retrivo e conservatore. Perché giornali come Avvenire o Famiglia Cristiana non debbono occuparsi di politica o di problemi sociali, ad essa intimamente connessi? Non siamo più nel medioevo, la vita sulla terra, per quanto breve, è tutto quello che abbiamo e che possiamo comprendere con la nostra intelligenza, e allora perché i cattolici non se ne debbono occupare? (cfr. “Rerum Novarum” del 1891) Non sono cattolica, ma penso che il pluralismo sia essenziale in una corretta democrazia.
Inoltre colgo nella “filosofia” di Celentano una profonda contraddizione tra la sua lotta contro la violenza, la guerra e la fame nel mondo, il suo sostegno ai diritti di tutti, ai lavoratori, ai poveri e il monito “Pensate solo al Paradiso” rivolta a chi soffre per la violenza, la fame, la povertà, ecc. ecc.
Anche tutta la “tirata” sulla bocciatura del Referendum sulla legge elettorale da parte della Consulta, che senso ha? Avulsa da ogni contesto in una serata che dovrebbe essere dedicata alla musica?
Non entro nel merito della questione (ho firmato il referendum), ma ritengo che nei termini come è stata affrontata abbia generato solo confusione e disinformazione.
Che continui a fare il cantante, in questo campo è davvero molto bravo!
Cordiali saluti e grazie.
Marilena Satriani

















