Un'atmosfera surreale in una location inusuale. Poche parole descriverebbero meglio il concerto in acustico dei The Shiver tenutosi nella Libreria del Teatro a Viterbo lo scorso venerdì. Poche volte vi sarà capitato di respirare quel fermento nell'aria che scaturisce da letture, conversazioni, dal buon vino e dalla buona musica.
Un venerdì 17 non così sfortunato per i presenti – pochi, se si guarda dal punto di vista di un concerto, molti, considerato l'alto profilo culturale dell'evento – e per i The Shiver (Federica “Faith” Sciamanna alla voce e al piano, Francesco “Finch” Russo alla batteria, Ruggiero Maoloni al basso e la new entry Vincenzo Lodolini alla chitarra) che si concedono in un'intervista esclusiva per Tusciamedia.com:
Una serata molto particolare, da dove nasce l'idea di suonare in acustico?
Abbiamo suonato diverse volte in acustico, tanto che dopo varie esperienze abbiamo addirittura inciso un EP in cui abbiamo rivisitato tre nostri brani (“In Obscurity”, “The Fragile Sound” e “Trough Cold Water”, ndr) in chiave acustica e lo abbiamo rilasciato in free download.
A proposito di album, a quando la vostra quarta fatica?
Ci stiamo lavorando, Faith (cantante e compositrice, ndr) sta scrivendo i pezzi e poi ci lavoreremo sopra. Dopo il primo “Shade's Changing”, inciso nel 2006 grazie ad un concorso locale con cui abbiamo vinto la stampa di 500 copie gratuite e che abbiamo distribuito per farci conoscere, abbiamo inciso “Inside” per UK Division Records nel 2008 ed infine “A New Horizon” a cavallo tra il 2008 ed il 2009. Le cose sono più semplici ora che siamo una vera e propria band...
Perchè, quale era la formazione originale? 
All'inizio eravamo solo noi due (Faith alla voce e Finch alla batteria, ndr) e suonavamo con dei turnisti ma abbiamo avuto dei problemi e ci è capitato di dover suonare in trio con Finch alla chitarra e alla voce... Con Ruggiero Maoloni e Vincenzo Lodolini, ex chitarrista dei Frozen Flower e new entry nel gruppo, siamo una band compatta.
La prossima settimana sarete in tour con i Misfits in Germania e Polonia, suonerete con degli artisti di fama mondiale...
Non è la prima volta, già dal 2007 abbiamo fatto da spalla a numerose band famose come i Papa Roach, i Negramaro e gli Arch.
E quale è stato il vostro tour più emozionante?
Sicuramente il nostro primo tour all'estero, in Inghilterra, nel 2008. Siamo partiti con un camper con delle serate già fissate ma non sapevamo se saremmo riusciti a sopravvivere dato il budget limitato. Il pubblico britannico ci ha accolto bene da subito, così come la critica musicale. Siamo tornati più volte in Inghilterra, lì siamo molto seguiti anche se sempre negli ambienti undergound.
Un'ultima domanda, prima di lasciarvi un po' di meritato relax: quattro giovani viterbesi che suonano per il mondo con le band più famose, come ci siete riusciti e che consiglio date ai giovani che si avvicinano al mondo della musica?
Mentalità aperta e umiltà, questo è il segreto. E' un momento delicato e nessuno vi aiuterà, dovete fare da voi. Salite sul palco con la voglia di spaccare e di trasmettere emozioni, questo è il rock.
Foto di Simone Rendina
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